Gatto Persiano : origini, carattere, cure, prezzi.

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Gatto persiano - razza

Aristocratico per eccellenza, il gatto persiano è un felino esclusivamente domestico e di indubbia bellezza originario dell’Asia Minore. Importato in Europa nella prima metà del Seicento, si è fin da subito affermato come il gatto da esposizione più ricercato, diventando il principe indiscusso di manifestazioni e mostre feline.

Dal carattere docile e affettuoso, il gatto persiano è pigro e abitudinario; ama trascorrere le sue giornate spostandosi da un giaciglio all’altro, tutti attentamente selezionati tra i divani ed i letti più comodi disponibili in casa. Per questa sua indole non soffre la mancanza di giardini e spazi aperti, ma vive benissimo in appartamento.

Il gatto persiano: la storia del più nobile dei felini domestici

I primi esemplari di questi gatti straordinari raggiunsero l’Europa dalla Turchia nel 1626, grazie all’alacre attività dell’orientalista italiano Pietro Della Valle il quale, a partire dal 1614, con i suoi viaggi, permise al Vecchio Continente di conoscere meglio la cultura e le tradizioni dei paesi asiatici.

Inizialmente, il caratteristico felino dal pelo lungo e soffice, fu conosciuto come gatto d’angora, o gatto francese, e solo alcuni decenni dopo, con l’importazione dall’Iran di una varietà più piccola e robusta, si diede inizio alla selezione della razza che avrebbe portato all’odierno persiano.

Quando la nuova razza fu presentata alla prima esposizione felina ufficiale d’Europa, che si tenne nel futuristico scenario del Crystal Palace di Londra nel 1871, il successo fu tale da dare avvio al programma di allevamento selettivo che avrebbe generato le diverse varietà di gatto persiano giunte fino a noi.

L’aspetto aristocratico e l’andatura elegante hanno fatto, del gatto persiano, un felino molto ambito da case reali e famiglie nobili: la Regina Vittoria, ad esempio, aveva un debole per questi gatti, tanto da possederne diversi esemplari di colore blu.

Caratteristiche fisiche e caratteriali del gatto persiano

Il gatto persiano ha corporatura medio grande, soda e compatta, con le zampette corte e i piedi arrotondati e larghi. La testa ha forma tondeggiante con cranio ampio e massiccio, zigomi prominenti e mento importante.

Le orecchie, dalla forma di V rovesciate, sono piccole, come il caratteristico musetto schiacciato, sul quale si aprono gli occhi, tondi, distanti ed espressivi, che variano dalle tonalità dell’azzurro e del verde, a quelle dell’arancio e del giallo oro.

Alcuni esemplari, in particolare quelli con il mantello bianco, possono presentare gli occhi di colore diverso, uno blu e l’altro arancio, il che rappresenta una caratteristica della razza. Il pelo, dalla consistenza della seta, è lungo e soffice su tutto il corpo; la coda vaporosa ma non eccessivamente lunga, ha la punta tondeggiante.

Il colore del mantello può essere unico, e in tal caso si definisce “solido”, come il bianco, il cioccolato, il crema ed il rosso, ma non mancano splendide varietà tigrate, chinchilla, smoke, colorpoint e bicolori. In quest’ultimo caso, i colori possono arrivare a tre per gli esemplari femmina, dando vita a bellissimi manti a squama di tartaruga. I maschi sono decisamente più corpulenti delle femmine, arrivando a pesare circa sette chilogrammi, contro i tre/quattro di queste ultime.

In ogni caso, i gatti persiani sono dotati di carattere mansueto ed affettuoso con i padroni, restando invece schivi e timorosi nei confronti degli estranei. Adatti esclusivamente alla vita da appartamento (non sono in grado di procacciarsi cibo in natura, avendo perduto, da tempo, l’istinto predatorio) sono degli ottimi gatti da compagnia.

La regale flemma che caratterizza i loro spostamenti, volti alla ricerca di postazioni comode dove schiacciare un pisolino, evidenzia la pigrizia innata di questi gatti, che preferiscono di gran lunga la vita sedentaria in appartamento alla vita all’aria aperta, a contatto con la natura.

Mantenere in salute il gatto persiano: cure e alimentazione

Il gatto persiano si è sviluppato, per grandi linee, secondo due varietà che si differenziano in base alla forma del muso: la Doll face, che letteralmente significa viso di bambola, e l’ipertipica. Nella prima varietà il muso, seppure schiacciato, non raggiunge la linea degli occhi, cosa che accade, invece, nella seconda varietà, dove le tipicità della razza appaiono esasperate.

Gli esemplari appartenenti a questa seconda varietà rischiano problemi respiratori e agli occhi anche piuttosto seri, a causa della difficoltà a scaricare i muchi tramite il naso e alla copiosa lacrimazione che ne consegue.

La pulizia degli occhi assume, pertanto, un ruolo fondamentale nella toelettatura del micio, accanto ad una frequente e accurata attività di spazzolatura e pulizia del pelo. Per mantenere il mantello lucido e sano, infatti, il gatto persiano va spazzolato almeno tre volte a settimana, se non quotidianamente, e lavato con regolarità, avendo cura di utilizzare prodotti appositi.

La frequente spazzolatura è necessaria per due ordini di motivi: innanzitutto per rimuovere il pelo morto, che se ingerito dal gatto può causare pericolose occlusioni intestinali, poi perché la particolare consistenza del pelo del persiano tende a formare nodi difficili da districare che, se trascurati per lungo tempo, possono essere eliminati solo mediante rasatura.

La dieta deve proporre diverse varietà di cibo, ma sempre in quantità ridotte, poiché i persiani hanno la tendenza a mettere peso rapidamente, sebbene siano notoriamente schizzinosi e poco inclini a scendere a compromessi circa le pietanze che vanno loro servite.

Disposto a consumare sia umido che croccantini, il gatto persiano ha una predilezione per il cibo fresco, possibilmente cotto a vapore e a condizione che sia tagliato in pezzi molto piccoli. La particolare conformazione del muso, infatti, rende il persiano poco adatto alla lunga masticazione, senza contare che, in alcuni casi, gli risulta difficile anche prelevare il cibo dalla ciotola, che è preferibile sostituire con un piattino.

Il pollo, il manzo ed il pesce devono ricorrere di frequente nell’alimentazione del gatto che, anche senza istinto predatorio, resta sempre un carnivoro. Ogni quindici giorni si può somministrare, al gatto persiano, il fegato di vitello oppure il tuorlo d’uovo, entrambi alimenti ricchi di vitamine e sali minerali.

I carboidrati devono invece essere somministrati in quantità minime, poiché il felino non è in grado di digerire gli amidi. L’erba gatta torna utile per evitare i boli di pelo, in sostituzione dell’olio di vaselina. La pasta al malto, di cui il persiano generalmente è ghiotto, aiuta nel caso di ingestione di pelo.

Le verdure sono indispensabili ad assicurare la giusta dose di vitamine: possono essere aggiunte al cibo umido, mescolate alla carne oppure fornite sotto forma di alimento secco, avendo cura di scegliere crocchette di qualità e ben bilanciate. È comunque consigliabile ricorrere agli integratori di vitamine e sali minerali, soprattutto per i cuccioli.

Da evitare, perché tossici, alimenti come l’uvetta, l’avocado, i funghi, il pomodoro verde, la cipolla, l’albume d’uovo, il caffè, il cioccolato, l’aglio, l’uva, le patate crude.

Le patologie ed i problemi tipici della razza Persiana.

Il gatto persiano può andare incontro a problemi di salute congeniti propri della razza. Tra questi figurano, in ordine di frequenza:

  • il rene policistico: patologia che causa la formazione di cisti sui reni in grado di comprometterne la funzionalità, determinando l’insorgenza dell’insufficienza renale;
  • la cardiomiopatia ipertrofica, che consiste nell’inspessimento delle pareti del cuore, in assenza di cause evidenti;
  • l’atrofia progressiva della retina, che consiste nella degenerazione delle cellule deputate alla trasmissione di immagini e luce al cervello, con conseguente perdita della vista;
  • la cistite: cioè l’infiammazione dei tessuti della vescica, che causa dolore durante la minzione e perdita di tracce di urina;
  • i calcoli: che sovente rappresentano la causa primaria dell’insorgenza della FUS, la Sindrome Urinaria Felina. I calcoli causano l’esfoliazione delle pareti della vescica e la formazione di sabbiolina mista a muco, che determinano l’ostruzione del canale uretrale;
  • lo “shunt portosistemico intraepatico”: che consiste in un’anomala comunicazione vascolare tra circolo sistemico e vena porta. I sintomi più comuni di tale anomalia sono la cecità apparente, lo sguardo fisso, la tendenza a girare in tondo, il disorientamento e l’aumento smodato della produzione di saliva.

Solo l’attenta osservazione del comportamento del gatto, abbinata a controlli periodici dal veterinario possono scongiurare l’insorgenza delle patologie sopra descritte e consentire al gatto una vita lunga e serena.

Acquistare un gatto persiano: quanto costa e a cosa fare attenzione

Il costo di un cucciolo di persiano non segue un tariffario standard; molto dipende dal pedigree, dal colore e, più in generale, dalle caratteristiche del micio. Un gatto persiano da esposizione o da riproduzione può raggiungere prezzi davvero notevoli, mentre un esemplare da compagnia (un cucciolo che non rispecchia appieno gli standard di razza per via di un piccolo difetto fisico o estetico) può essere acquistato per un prezzo che oscilla trai 500 ed i 3000 euro.

Le condizioni dalle quali non si può prescindere riguardano la presenza del pedigree e delle vaccinazioni, che devono sempre essere certificati. È inoltre necessario che il cucciolo venga venduto già svezzato e autonomo, possibilmente ad un’età non inferiore ai cinque mesi. Un allevatore che propone in vendita cuccioli che abbiano meno di dodici settimane deve essere del tutto evitato, poiché è appurato che gattini così piccoli non siano in grado di adattarsi al nuovo ambiente.

L’allevamento al quale ci si rivolge per l’acquisto del gatto, inoltre, deve fornire tutta la certificazione sanitaria atta a dimostrare che il gatto è esente da patologie specifiche e malattie genetiche, considerato che il persiano, come visto nei paragrafi precedenti, è particolarmente esposto a problemi respiratori e oculari.

Il veterinario di fiducia può sicuramente fornire tutte le necessarie indicazioni per individuare un allevatore serio e coscienzioso, nonché per assicurare al micio tutte le cure e le profilassi post adozione.

Standard di razza del Gatto Persiano :

Codice EMS: PER
Associazioni che riconoscono la razza: AACE, ACF, ACFA, CCA, CFA, FIFè, LOOF, SACC, TICA, WCF

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